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4 agosto 2018 – NOTTE BIANCA DEL CIBO ITALIANO

ARTUSI-NOTTE BIANCA-4AGOSTO-BUOParte dall’Emilia-Romagna il gran tour della Notte Bianca del Cibo italiano che il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno proclamato per il 4 agosto nell’ Anno del Cibo Italiano, al fine di valorizzare il patrimonio enogastronomico nazionale, dedicandola a Pellegrino Artusi, nel giorno della sua nascita.
Un tributo che riconosce e esalta il ruolo di Artusi (Forlimpopoli 1820/Firenze 1911), come testimonial perfetto di questa Notte Bianca. Pellegrino Artusi infatti con il suo ricettario, La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, presente in tutte le famiglie italiane e tradotto in tante lingue del mondo, realizza e aggrega una cucina nazionale che raccoglie e sintetizza le tante tradizioni locali, ricomposte in un mosaico che non appiattisce ma esalta le diversità. Il manuale artusiano, che ha viaggiato nelle valigie degli emigrati, è stato tradotto anche in tante lingue del mondo per un duplice ordine di motivi: sia per chi vuole conservare le proprie tradizioni sia per chi ama conoscere la cultura italiana.
Sono tanti gli eventi previsti in questa notte bianca emilianoromagnola, da Rimini a Piacenza, cominciando da Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi.

Clicca qui per scoprire il programma di eventi in programma il 4 agosto, Notte Bianca del Cibo italiano, a Forlimpopoli Città Artusiana

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Maria Giovanna Nocera, Premio Marietta 2018

Bonetti Nocera MezzanotteDipendente pubblica, con il sacro fuoco dei fornelli. All’anagrafe Maria Giovanna Nocera, 53 anni, arriva da Agrigento: è lei la vincitrice del Premio Marietta. La sua ricetta, “Non solo minestra di tinniruma”, ha sbaragliato i sei finalisti e conquistato i mille euro messi in palio di Conad. A premiarla Mario Mezzanotte, sempre di Conad, che oltre all’assegno, ha consegnato 5 kg di pasta a tutti i finalisti. “La giuria all’unanimità premia la ricetta di Maria Giovanna Nocera per l’uso dei prodotti dell’eccellenza e della tradizione, per l’originalità, per la passione per la propria terra d’origine”, ha detto Verdiana Gordini presidente della giuria, leggendo la motivazione.

“Per noi il cibo è cultura – ha affermato Mezzanotte durante la premiazione – Tutte le persone possono sentirsi Mariette e arricchire il nostro patrimonio gastronomico. Per questo Conad sostiene questa iniziativa”.

Molto emozionata la vincitrice: “Ho inviato la ricetta quando mancavano quattro giorni alla scadenza, su insistenza di mio nipote. L’ho fatta ‘testare’ ai miei familiari, mi hanno detto che poteva andare e così mi sono buttata. Francamente non avrei mai pensato di vincere. Diciamo che sono nata in cucina, stavo sempre con mia madre ai fornelli. Con lei ho imparato cosa significa la tradizione, il prodotto, la semplicità della cucina domestica, quella che in fondo è il cuore dell’Artusi”.

Nel corso della serata Giovanna Leardini del Lions ha premiato Agata Caldarera di Giarre (Catania) nella sezione dedicata al centenario del sodalizio.

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José Graziano da Silva Premio Artusi 2018

DG Official Photo

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Il Premio Artusi 2018 viene assegnato a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Anche nel 2018, dichiarato anno del cibo italiano, la città di Forlimpopoli propone una riflessione a tutto campo sul rapporto fra uomo e cibo, secondo lo spirito che da sempre anima il Premio Artusi. Due dati a riguardo parlano chiaro per gli anni a venire: la Fao stima che il fabbisogno alimentare previsto per il 2050 richieda un aumento nella produzione agricola del 70%; nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi, oltre il 50% delle quali concentrate in nove Paesi. Due temi chiave, dunque, per l’umanità.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).

Secondo consuetudine il Premio Artusi viene annunciato in occasione della Festa, ma consegnato in corso d’anno.

Chi è José Graziano da Silva

José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.
Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.
José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).
Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).
Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

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Cucina senza: convegno scientifico sabato 23 giugno alle ore 17 in Casa Artusi

Nell’ambito della XXII Festa Artusiana
Cucina senza
sabato 23 giugno ore 17.00 – Casa Artusi (Via Costa, 27)
Convegno Scientifico

Nel mondo dei consumi facili e liberi, la preposizione “senza” seguita da caffeina, glutine, grassi, lattosio, lievito, olio di palma, zucchero gioca un’importante partita strategica, imponendoci l’analisi dei cibi, il controllo della massa corporea, la gestione delle malattie, e ancora uno stile di vita, di cucina e di tavola sobrio ed elegante. È dunque diventato, paradossalmente, un valore. Con questo convegno ne svisceriamo le segrete, antiche e attuali ragioni d’essere, la sua stessa storia, senza perdere di vista quel futuro che senza oggi si preannuncia inquietante.
Massimo Montanari, Senza fuoco
Paolo Fabbri, Senza posate
Marco Dalla Rosa, Senza carne?
Piero Meldini, Senza niente
Alberto Capatti, Artusi senza
Coordina Giordano Conti, presidente Casa Artusi
Ingresso libero.2018

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Premio Marietta ad honorem 2018 a Stefania Barzini

Premio Marietta ad Honorem Stefania Aphel BarziniStefania Aphel Barzini
bella scrittura e buona cucina

Se la cucina italiana nel mondo ha un’ambasciatrice il nome è quello di Stefania Barzini. Sei anni di corsi di cucina italiana conditi da svariati eventi negli States, numerosi documentari e pubblicazioni sempre sul tema del cibo, una scuola di cucina rivolta a italiani e stranieri, un blog… la lista è lunga. Ora un altro riconoscimento, prestigioso visto che arriva dalla città del padre della cucina italiana: il Premio Marietta ad Honorem.

Il Premio le viene assegnato “per la straordinaria passione e competenza con cui parla, insegna e scrive di cibo, sostenendo la cucina di territorio in Italia e nel mondo”, si legge nella motivazione del Comitato scientifico di Casa Artusi.

Chi è Stefania Barzini
Stefania Aphel Barzini ama soprattutto scrivere, mangiare e cucinare. Queste importanti attività l’hanno portata a tenere Corsi di Cucina Regionale Italiana a Los Angeles dove ha vissuto per sei anni, e ad organizzare per l’Istituto Italiano di Cultura eventi e manifestazioni di promozione di libri e film italiani, raccontati attraverso il cibo. Tornata in Italia ha aperto una Scuola di Cucina al Castello di Ceri, vicino a Roma, e infine ha iniziato una proficua collaborazione con il Gambero Rosso, sia per il canale televisivo, di cui è stata uno degli autori, sia per la rivista. Nel corso di questa collaborazione si è soprattutto interessata a temi e argomenti riguardanti l’America e le sue cucine. Per il Gambero Rosso Channel ha scritto, prodotto e diretto vari documentari sempre rivolti agli Stati Uniti, con particolare attenzione ai temi italo-americani. In particolare “Little Italy” un documentario in 10 puntate che racconta il cibo come elemento identitario nelle comunità italo-americane.
Lavora anche come consulente nell’organizzazione di eventi, fiere e mostre sempre a tema enogastronomico. È stata l’ideatrice di SaltExpo, il primo Salone dedicato interamente al Sale, svoltosi a Napoli nel 2007. Insegna Scrittura Creativa applicata al cibo in vari master di giornalismo enogastronomico (Gambero Rosso, Università di Siena, Master di Cultura Enogastronomica Italiana agli studenti della Illinois University in Erasmus in Italia, Scuola di Cucina Cuochepercaso).
Ha all’attivo numerosi libri, fra cui “Una Casalinga ad Hollywood”, “A Tavola con gli Dei. Ricette e Memorie delle Isole Eolie”, “Così Mangiavamo”, “L’Ingrediente Perduto”, “La Scrittrice Cucinava Qui”.
E’ uno degli autori, insieme ad Annalisa Barbagli, che lavorano alla serie in 20 volumi “Cucinare Insieme”, curata da Stefano Bonilli e pubblicata dalla casa editrice Giunti.
Nel 2014 pubblica “Fornelli d’Italia-150 anni di storia del nostro paese raccontati da piccole e grandi cuoche”, è la storia dei cambiamenti avvenuti nel nostro Paese dall’inizio del secolo scorso ai giorni nostri, narrati da un’ottica puramente femminile, attraverso il cibo, la tavola e il rapporto che le donne hanno con essi, pubblicato da Mondadori.
Il suddetto volume è stato scelto dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, per essere inserito nel sito: www.booksinitaly.it, sito che intende promuovere la cultura italiana all’estero, per rappresentare il nostro paese nel settore “Saggistica gastronomica”.
Il suo ultimo libro è “Le Ricette di Petronilla” pubblicato nel 2017 per la Guido Tommasi Editore.
Nell’autunno 2018 uscirà “Nonne on the Road”, l’avventura di due nonne che attraversano l’America cucinando da costa a costa, edito da Guido Tommasi.
E’ proprietaria di una scuola di cucina: “Tutti a Scuola con Folle Casseruola” nella quale insegna a italiani e stranieri.
Inoltre ha un blog molto seguito con il quale cerca di raccontare tutti gli aspetti del cibo, da quelli puramente gastronomici, a quelli sociali, antropologici e culturali: www.follecasseruola.com

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Premio Marietta ad Honorem 2018 alla Stamperia Pascucci

Premio Marietta ad Honorem Stamperia PascucciStamperia Pascucci
190 anni…e non li dimostra!

Per la prima volta nella sua lunga storia il Premio Marietta ad Honorem viene assegnato a qualcuno più “anziano” di Pellegrino Artusi. Pare incredibile ma è così. Le date della storia parlano chiaro. Perché il Marietta ad Honorem andrà alla Stamperia Pascucci di Gambettola. Nome di punta dell’artigianato artistico ed emblema del “made in Italy”, diverse sono le generazioni che si sono succedute alla guida di una bottega la cui prima insegna porta la data nel 1826. Anno nel quale l’Italia doveva ancora nascere.
A scegliere il nome della Stamperia Pascucci è stato il Comitato scientifico di Casa Artusi, la consegna dei riconoscimento avverrà domenica 24 giugno a Casa Artusi nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.
La motivazione del Premio spiega chiaramente il perché di questa scelta: “quale storia aziendale e famigliare di straordinario valore, avendo saputo tramandare, di generazione in generazione, con passione e creatività, l’arte delle tele stampate a mano. Una tradizione fortemente radicata nel nostro territorio anche come atto d’amore verso la tavola e la cucina domestica”.
Il Premio Marietta ad Honorem viene attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”. Il Premio viene assegnato a una personalità del “territorio artusiano”, insieme a una figura al di fuori dei confini della Romagna che sarà svelata nei prossimi giorni.
Chissà se il primo Pascucci si immaginava, centonovant’anni dopo, che la sua discendenza sarebbe stata ancora lì, su quelle stesse pietre, dentro quegli stessi muri, tenendo tra le mani ancora il mazzuolo, ancora la tela, ancora lo stampo. Lo stesso nome, la stessa arte. Perché Pascucci nel 1826, quando l’Italia era solo un’aspirazione di alcuni visionari della nazione, già era lì, con la sua prima bottega, le sue prime creazioni. Quasi un miracolo, in una società che brucia tutto in un istante.
Una passione, dunque, che dura quasi due secoli. La bottega è la stessa di allora, di quando il primo Pascucci inaugurò l’attività come tintore e in seguito come stampatore. “Ci piacerebbe che i banchi da lavoro potessero raccontare tutte le vicende familiari che si consumarono alla loro presenza – dicono dalla Bottega Pascucci – perché una volta il lavoro era la vita e la vita il lavoro, e la famiglia tutta contribuiva al mestiere, dalla nonna che sfilava i centrini al pupo che correva da una parte all’altra, magari giocando con uno stampo, magari facendo piccoli servizi”.
Anche l’attività è sempre la stessa, dal 1826, quando le cose venivano fatte a mano, con cura, attentamente. Si sceglieva il tessuto naturale, anche perché altri non ce n’erano, si incideva il legno di pero, anche perché era l’unico modo di ricavare la matrice, si faceva il colore con la faStamperia Pascucci Premio Marietta ad Honorem 2018rina e con le povere cose a disposizione come la ruggine ricavata dal ferro vecchio. Quel che era naturale allora, oggi è una scelta precisa: la qualità prima di tutto. Adesso il mondo è cambiato, corre, tutto si produce in pochi secondi, tutto dura pochi istanti. “Ma noi no. Noi continuiamo, nella direzione segnata dai nostri nonni e ci perdonerete se per fare una tovaglia per la vostra tavola abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Scusateci ma dobbiamo scegliere il lino, preparare i colori mescolandoli con la stessa ricetta di un tempo, incidere a mano lo stampo di legno, battere con il mazzuolo tante volte quanto è necessario per coprire tutta la superficie richiesta, aspettare che il motivo impregni la tela fino all’ultima fibra, sviluppare il colore e prenderci anche un minuto per guardare con soddisfazione l’opera compiuta. Forse non saremo artisti, anche se chi ci conosce spesso e volentieri ci definisce tali, ma amiamo ogni cosa che facciamo come fosse un’opera d’arte”.
Il mondo cambia, la bellezza non passa di moda. E fare le cose belle è un valore da difendere per onorare una storia ricca di vicende interessanti, di premi, di felici collaborazioni, e soprattutto fatta di persone di famiglia che hanno speso la loro esistenza dedicandosi ad un mestiere senza risparmiarsi. Il segreto di tanta longevità? “Venite a trovarci, parlate con noi e capirete il perché di tanta passione”.

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Premio Marietta 2018: aperte le iscrizioni

Sei un cuoco dilettante e vuoi partecipare al Premio Marietta 2018? Scopri come!

Scarica il Regolamento e il Modulo di partecipazioneal Premio Marietta 2018

La città natale di Pellegrino Artusi e la Festa Artusiana rendono omaggio a tutte le Mariette di oggi: agli appassionati (senza distinzioni di sesso) dei fornelli che prendono ispirazione da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Si rinnova l’appuntamento con il Premio Marietta riservato a cuochi dilettanti maggiorenni, omaggio della città artusiana alla celebre governante (Marietta Sabatini) che ha condiviso tutto il percorso culinario dell’Artusi.

Governante di Artusi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Marietta ricoprì un ruolo centrale nella vita del gastronomo contribuendo all’impresa culinaria ed editoriale la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, insieme al cuoco Francesco Ruffilli.

Il Premio Marietta è promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette.

Come partecipare al Premio Marietta 2018
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 4 giugno 2018: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2018” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail (in formato .pdf) all’indirizzo: protocollo@comune.forlimpopoli.fc.it

Per partecipare occorre inviare massimo due ricette originali di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.

La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti maggiorenni, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.

In occasione del “Centenario Lions”, nell’anno 2018, è previsto eccezionalmente che alle 5 ricette finaliste verrà aggiunta una 6° che accederà alla finale del Premio Marietta come “Ricetta della Sezione Centenario Lions”, premiata come “Il piatto del Centenario Lions”.

Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le sei finaliste. I nominativi dei finalisti verranno pubblicati sui siti www.comune.forlimpopoli.fc.it e su www.festartusiana.it  entro lunedì 11 Giugno 2018.

I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella mattinata di domenica 24 giugno nel corso della Festa Artusiana, in calendario dal 23 giugno al 1 luglio 2018 a Forlimpopoli.

Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad. La giuria presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette, sarà composta da esperti del settore.

Le ricette finaliste verranno pubblicate nell’apposita pagina del sito internet www.pellegrinoartusi.it, pertanto con l’iscrizione al Premio Marietta si autorizza anche la messa on-line del proprio elaborato su un sito gestito direttamente dall’Amministrazione Comunale.

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Premio Artusi 2017 ad Antonio Citterio

Premio Artusi 2017 Antonio CitterioIl Premio Artusi 2017 è stato assegnato all’architetto e designer di fama internazionale Antonio Citterio. La consegna si è svolta sabato 14 ottobre alle ore 17 in Casa Artusi.

Ideatore di edifici e programmi progettuali in tutto il mondo, tra i tanti riconoscimenti, Citterio per due volte è stato premiato con il Compasso d’Oro-Adi, mentre nel 2008 a Londra ha ricevuto la prestigiosa onorificenza “Royal Designer for Industry”.
Celebre per coniugare estetica e funzionalità, senza mai sposare l’eccentrico e la cronaca, la sua inventiva ha incontrato anche il Padre della cucina italiana nella progettazione del set di pentole TVS Artusi 2.0, un vero e proprio sistema basato sul processo industriale applicato alla buona cucina di casa.
Ricerca continua e rispetto della tradizione sono i valori fondanti di tutti i progetti di Citterio, gli stessi principi cardine dell’opera di Pellegrino Artusi che hanno tributato a Citterio l’autorevole riconoscimento dedicato a chi lascia un segno indelebile nella riflessione del rapporto uomo-cibo.

Come si legge dalla motivazione: “Il Premio Artusi 2017 viene assegnato ad Antonio Citterio quale figura eminente dell’architettura e del design italiano. Anche la progettazione per TVS della batteria di cucina ispirata al padre della cucina italiana, esito di una ragguardevole ricerca nella cultura domestica e industriale, impreziosisce oggetti e cultura. Il Premio Artusi ne vuole coronare il talento”.

 

Chi è Antonio Citterio
Nato a Meda, in provincia di Monza nel 1950, l’architetto e designer Antonio Citterio avvia il suo ufficio di progettazione nel 1972 per poi diplomarsi in architettura al Politecnico di Milano nel 1975.
Fra il 1987 e il 1996 è associato a Terry Dwan; insieme realizzano edifici in Europa e Giappone. Nel 2000 fonda, con Patricia Viel, una società di progettazione, attiva a livello internazionale, che sviluppa programmi progettuali complessi, ad ogni scala ed in sinergia con un network qualificato di consulenze specialistiche. Lo studio ha oggi assunto il nome di “Antonio Citterio Patricia Viel”.
Nel settore del disegno industriale Antonio Citterio collabora attualmente con aziende italiane e straniere quali Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, B&B Italia, Flexform, Flos, Hermès, Iittala, Kartell, Maxalto, Sanitec (Geberit Group), Technogym e Vitra.
Nel 1987 e nel 1994 Antonio Citterio è stato premiato con il Compasso d’Oro-ADI. Dal 2006 al 2016 è docente di progettazione architettonica presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera). Nel 2008 riceve dalla Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures & Commerce di Londra l’onorificenza “Royal Designer for Industry”.

Antonio Citterio è, a livello internazionale, un progettista unico, che è sempre stato fedele alle sue origini, la formazione culturale e professionale tra la Brianza e il Politecnico, per il quale il sapere teorico e il dibattito culturale è accompagnato dall’esperienza e soprattutto dalla straordinaria conoscenza dei processi produttivi e artigianali, insieme a una particolare sensibilità nell’individuare i materiali adatti. Tutto questo, attraverso una espressività che non ha mai sposato l’eccentrico e la cronaca, pur nella lettura attenta e sempre molto profonda delle tendenze, non accontentandosi mai della “superficie”.
Per questa ragione, i suoi progetti resistono nel tempo, sempre all’altezza della domanda, estetica e simbolica, e nello stesso tempo, sono capaci di esprimere funzionalità chiare, mai ambigue.

Così è stato il progetto per TVS Artusi 2.0, un vero sistema, composto da un set di pentole che utilizza tutti i materiali necessari per fare una buona cucina di casa, come ci ha insegnato Pellegrino Artusi, lavorando sul processo industriale e su alcuni elementi, minimi ma fondamentali. Un sistema riconoscibile e riconosciuto bordo, attacco, manici, fondo pentola, coperchio, rapporti tra lunghezza manici e diametro, spessori. Citterio è arrivato a progettare, rispettando la tradizione e la “scienza in cucina”, una serie di prodotti, nuovi ma totalmente identificabili e perfettamente in linea con il design ma comunque sempre riconducibili solo a se stesso. Modernità come rispetto delle radici e conoscenza della cultura di riferimento, senza rinunciare ai propri modelli progettuali: questo è Antonio Citterio, questo è TVS Artusi 2.0.

 

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ROSMUNDA CRISTIANO, PREMIO MARIETTA 2017

ROSMUNDA CRISTIANO, PREMIO MARIETTA 2017

Premio Marietta 2017Arriva da Quarto di Napoli la vincitrice del Premio Marietta per cuochi dilettanti. Professione insegnante, si chiama Rosmunda Cristiano, e la sua ricetta “Calzoni di pasta fresca all’uovo con ripieno di salsiccia e friarielli, serviti con colata di Mozzarella di Bufala Campana Dop e cialda croccante di mozzarella”, ha sedotto la giuria tanto da aggiudicarsi il premio di mille euro messi in palio da Conad. “Scelta all’unanimità, ha stupito per perizia, tradizione e presentazione”, ha detto la presidente della giuria Verdiana Gordini.

“Ho sognato Pellegrino Artusi che mi ha detto che dovevo partecipare a questo concorso – ha spiegato la Cristiano prima di sapere l’esito del verdetto – L’anno scorso purtroppo un problema di salute non mi ha consentito di prendervi parte, quest’anno ce l’ho fatta. Sono una appassionata dell’Artusi, da sempre faccio la marmellate seguendo la sua ricetta”.

“E’ il quarto anno che sosteniamo questo premio – ha detto Mario Mezzanotte di Conad – e siamo contenti di farlo. Dare valore aggiunto al territorio è la nostra missione: il Premio Marietta va in questa direzione”. Conad ha anche offerto 5 kg di pasta a tutti gli altri finalisti del Marietta.

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Premio Marietta ad Honorem 2017 a Patrizio Roversi

PATRIZIO ROVERSIDopo Giuliana Saragoni, ecco il secondo Premio Marietta ad Honorem: Patrizio Roversi. Personaggio che coniuga la conoscenza del prodotto alla leggerezza del racconto. Non certo un ossimoro, conoscenza-leggerezza, bensì un’abilità non comune nel mondo del cibo, troppo spesso preda di accademismi o banalizzazioni.
Come evidenzia la motivazione, il Marietta ad Honorem gli viene attribuito in quanto “grande conoscitore delle buone produzioni agro-alimentari italiane e del buon cibo, in una carriera bella e coerente, sempre giocata fra cultura e turismo, con un pizzico (q.b.) di ironia. Un perfetto ambasciatore del Made in Italy”.
Roversi sarà a Casa Artusi a Forlimpopoli a ritirare il Premio domenica 25 giugno nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.

Chi è Patrizio Roversi

Originario di Mantova e bolognese di adozione, Patrizio Roversi ha sempre mantenuto, nella sua lunga e poliedrica carriera, un’attenzione alle tematiche culturali, turistiche e gastronomiche, raccontate sempre in maniera rigorosa, ma leggera. Dopo una carriera teatrale, Roversi si avvicina alla televisione dove esordisce in Rai con la trasmissione “Mixer” assieme all’allora moglie Maurizia Giusti (in arte Syusy Blady), il successo arriva nel 1987 con la partecipazione alla trasmissione satirica “Lupo solitario” su Italia 1 e l’anno seguente al programma L’Araba Fenice.
Partecipa su Rai 3 al programma di Fabio Fazio e Bruno Gambarotta “Porca miseria” e successivamente “Se rinasco” su Rai 2. Sempre per Rai 3 conduce le prime cinque edizioni di “Per un pugno di libri”, quiz sul tema della letteratura. Dal 1990 al 2008 su Rai 3 è autore, con Maurizia Giusti -Syusy Blady, delle trasmissioni “Turisti per caso”, “Velisti per caso” e “Evoluti per caso”, programmi di intrattenimento che spaziano tra cultura, geografia e turismo. Nel 2009 ha condotto la trasmissione “Tutto fa Storia” su History Channel, dedicata alle invenzioni che hanno cambiato la nostra vita quotidiana.
Torna in televisione nel marzo 2012 per condurre, sempre insieme a Maurizia Giusti, il programma di viaggi “Slow Tour” in onda su Retequattro. Ha pubblicato con Syusy diversi libri sul tema del turismo come “Di passaggio in India”, “Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i turisti per caso”, “Chiudi il gas e vieni via, viaggi di un sedentario, Socialmente…”. Insieme all’amico Martino Ragusa ha pubblicato due libri sul tema del cibo “Turisti per cibo” e “Golosi per caso” . Esce in questi giorni, sempre con Martino Ragusa, “Gustologia, viaggio nell’Italia del cibo, dalla terra alla tavola”, edizioni ERI.
Prima con Ingrid Muccitelli e poi con Daniela Ferrolla, Roversi dal 2013 conduce “Linea Verde”, a cui ha trasferito una modalità accattivante e profonda di racconto, che ha positivamente connotato il noto programma Rai dedicato al mondo dell’agricoltura.

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