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Premio Marietta ad honorem 2018 a Stefania Barzini

Premio Marietta ad Honorem Stefania Aphel BarziniStefania Aphel Barzini
bella scrittura e buona cucina

Se la cucina italiana nel mondo ha un’ambasciatrice il nome è quello di Stefania Barzini. Sei anni di corsi di cucina italiana conditi da svariati eventi negli States, numerosi documentari e pubblicazioni sempre sul tema del cibo, una scuola di cucina rivolta a italiani e stranieri, un blog… la lista è lunga. Ora un altro riconoscimento, prestigioso visto che arriva dalla città del padre della cucina italiana: il Premio Marietta ad Honorem.

Il Premio le sarà assegnato “per la straordinaria passione e competenza con cui parla, insegna e scrive di cibo, sostenendo la cucina di territorio in Italia e nel mondo”, si legge nella motivazione del Comitato scientifico di Casa Artusi.
La consegna domenica 24 giugno a Casa Artusi alla Festa Artusiana, nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti. Insieme a lei, sarà premiata la Bottega Pascucci di Gambettola.

Chi è Stefania Barzini
Stefania Aphel Barzini ama soprattutto scrivere, mangiare e cucinare. Queste importanti attività l’hanno portata a tenere Corsi di Cucina Regionale Italiana a Los Angeles dove ha vissuto per sei anni, e ad organizzare per l’Istituto Italiano di Cultura eventi e manifestazioni di promozione di libri e film italiani, raccontati attraverso il cibo. Tornata in Italia ha aperto una Scuola di Cucina al Castello di Ceri, vicino a Roma, e infine ha iniziato una proficua collaborazione con il Gambero Rosso, sia per il canale televisivo, di cui è stata uno degli autori, sia per la rivista. Nel corso di questa collaborazione si è soprattutto interessata a temi e argomenti riguardanti l’America e le sue cucine. Per il Gambero Rosso Channel ha scritto, prodotto e diretto vari documentari sempre rivolti agli Stati Uniti, con particolare attenzione ai temi italo-americani. In particolare “Little Italy” un documentario in 10 puntate che racconta il cibo come elemento identitario nelle comunità italo-americane.
Lavora anche come consulente nell’organizzazione di eventi, fiere e mostre sempre a tema enogastronomico. È stata l’ideatrice di SaltExpo, il primo Salone dedicato interamente al Sale, svoltosi a Napoli nel 2007. Insegna Scrittura Creativa applicata al cibo in vari master di giornalismo enogastronomico (Gambero Rosso, Università di Siena, Master di Cultura Enogastronomica Italiana agli studenti della Illinois University in Erasmus in Italia, Scuola di Cucina Cuochepercaso).
Ha all’attivo numerosi libri, fra cui “Una Casalinga ad Hollywood”, “A Tavola con gli Dei. Ricette e Memorie delle Isole Eolie”, “Così Mangiavamo”, “L’Ingrediente Perduto”, “La Scrittrice Cucinava Qui”.
E’ uno degli autori, insieme ad Annalisa Barbagli, che lavorano alla serie in 20 volumi “Cucinare Insieme”, curata da Stefano Bonilli e pubblicata dalla casa editrice Giunti.
Nel 2014 pubblica “Fornelli d’Italia-150 anni di storia del nostro paese raccontati da piccole e grandi cuoche”, è la storia dei cambiamenti avvenuti nel nostro Paese dall’inizio del secolo scorso ai giorni nostri, narrati da un’ottica puramente femminile, attraverso il cibo, la tavola e il rapporto che le donne hanno con essi, pubblicato da Mondadori.
Il suddetto volume è stato scelto dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, per essere inserito nel sito: www.booksinitaly.it, sito che intende promuovere la cultura italiana all’estero, per rappresentare il nostro paese nel settore “Saggistica gastronomica”.
Il suo ultimo libro è “Le Ricette di Petronilla” pubblicato nel 2017 per la Guido Tommasi Editore.
Nell’autunno 2018 uscirà “Nonne on the Road”, l’avventura di due nonne che attraversano l’America cucinando da costa a costa, edito da Guido Tommasi.
E’ proprietaria di una scuola di cucina: “Tutti a Scuola con Folle Casseruola” nella quale insegna a italiani e stranieri.
Inoltre ha un blog molto seguito con il quale cerca di raccontare tutti gli aspetti del cibo, da quelli puramente gastronomici, a quelli sociali, antropologici e culturali: www.follecasseruola.com

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Premio Marietta ad Honorem 2018 alla Stamperia Pascucci

Premio Marietta ad Honorem Stamperia PascucciStamperia Pascucci
190 anni…e non li dimostra!

Per la prima volta nella sua lunga storia il Premio Marietta ad Honorem viene assegnato a qualcuno più “anziano” di Pellegrino Artusi. Pare incredibile ma è così. Le date della storia parlano chiaro. Perché il Marietta ad Honorem andrà alla Stamperia Pascucci di Gambettola. Nome di punta dell’artigianato artistico ed emblema del “made in Italy”, diverse sono le generazioni che si sono succedute alla guida di una bottega la cui prima insegna porta la data nel 1826. Anno nel quale l’Italia doveva ancora nascere.
A scegliere il nome della Stamperia Pascucci è stato il Comitato scientifico di Casa Artusi, la consegna dei riconoscimento avverrà domenica 24 giugno a Casa Artusi nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.
La motivazione del Premio spiega chiaramente il perché di questa scelta: “quale storia aziendale e famigliare di straordinario valore, avendo saputo tramandare, di generazione in generazione, con passione e creatività, l’arte delle tele stampate a mano. Una tradizione fortemente radicata nel nostro territorio anche come atto d’amore verso la tavola e la cucina domestica”.
Il Premio Marietta ad Honorem viene attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”. Il Premio viene assegnato a una personalità del “territorio artusiano”, insieme a una figura al di fuori dei confini della Romagna che sarà svelata nei prossimi giorni.
Chissà se il primo Pascucci si immaginava, centonovant’anni dopo, che la sua discendenza sarebbe stata ancora lì, su quelle stesse pietre, dentro quegli stessi muri, tenendo tra le mani ancora il mazzuolo, ancora la tela, ancora lo stampo. Lo stesso nome, la stessa arte. Perché Pascucci nel 1826, quando l’Italia era solo un’aspirazione di alcuni visionari della nazione, già era lì, con la sua prima bottega, le sue prime creazioni. Quasi un miracolo, in una società che brucia tutto in un istante.
Una passione, dunque, che dura quasi due secoli. La bottega è la stessa di allora, di quando il primo Pascucci inaugurò l’attività come tintore e in seguito come stampatore. “Ci piacerebbe che i banchi da lavoro potessero raccontare tutte le vicende familiari che si consumarono alla loro presenza – dicono dalla Bottega Pascucci – perché una volta il lavoro era la vita e la vita il lavoro, e la famiglia tutta contribuiva al mestiere, dalla nonna che sfilava i centrini al pupo che correva da una parte all’altra, magari giocando con uno stampo, magari facendo piccoli servizi”.
Anche l’attività è sempre la stessa, dal 1826, quando le cose venivano fatte a mano, con cura, attentamente. Si sceglieva il tessuto naturale, anche perché altri non ce n’erano, si incideva il legno di pero, anche perché era l’unico modo di ricavare la matrice, si faceva il colore con la faStamperia Pascucci Premio Marietta ad Honorem 2018rina e con le povere cose a disposizione come la ruggine ricavata dal ferro vecchio. Quel che era naturale allora, oggi è una scelta precisa: la qualità prima di tutto. Adesso il mondo è cambiato, corre, tutto si produce in pochi secondi, tutto dura pochi istanti. “Ma noi no. Noi continuiamo, nella direzione segnata dai nostri nonni e ci perdonerete se per fare una tovaglia per la vostra tavola abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Scusateci ma dobbiamo scegliere il lino, preparare i colori mescolandoli con la stessa ricetta di un tempo, incidere a mano lo stampo di legno, battere con il mazzuolo tante volte quanto è necessario per coprire tutta la superficie richiesta, aspettare che il motivo impregni la tela fino all’ultima fibra, sviluppare il colore e prenderci anche un minuto per guardare con soddisfazione l’opera compiuta. Forse non saremo artisti, anche se chi ci conosce spesso e volentieri ci definisce tali, ma amiamo ogni cosa che facciamo come fosse un’opera d’arte”.
Il mondo cambia, la bellezza non passa di moda. E fare le cose belle è un valore da difendere per onorare una storia ricca di vicende interessanti, di premi, di felici collaborazioni, e soprattutto fatta di persone di famiglia che hanno speso la loro esistenza dedicandosi ad un mestiere senza risparmiarsi. Il segreto di tanta longevità? “Venite a trovarci, parlate con noi e capirete il perché di tanta passione”.

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Premio Marietta 2018: aperte le iscrizioni

Sei un cuoco dilettante e vuoi partecipare al Premio Marietta 2018? Scopri come!

Scarica il Regolamento e il Modulo di partecipazioneal Premio Marietta 2018

La città natale di Pellegrino Artusi e la Festa Artusiana rendono omaggio a tutte le Mariette di oggi: agli appassionati (senza distinzioni di sesso) dei fornelli che prendono ispirazione da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Si rinnova l’appuntamento con il Premio Marietta riservato a cuochi dilettanti maggiorenni, omaggio della città artusiana alla celebre governante (Marietta Sabatini) che ha condiviso tutto il percorso culinario dell’Artusi.

Governante di Artusi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Marietta ricoprì un ruolo centrale nella vita del gastronomo contribuendo all’impresa culinaria ed editoriale la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, insieme al cuoco Francesco Ruffilli.

Il Premio Marietta è promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette.

Come partecipare al Premio Marietta 2018
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 4 giugno 2018: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2018” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail (in formato .pdf) all’indirizzo: protocollo@comune.forlimpopoli.fc.it

Per partecipare occorre inviare massimo due ricette originali di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.

La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti maggiorenni, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.

In occasione del “Centenario Lions”, nell’anno 2018, è previsto eccezionalmente che alle 5 ricette finaliste verrà aggiunta una 6° che accederà alla finale del Premio Marietta come “Ricetta della Sezione Centenario Lions”, premiata come “Il piatto del Centenario Lions”.

Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le sei finaliste. I nominativi dei finalisti verranno pubblicati sui siti www.comune.forlimpopoli.fc.it e su www.festartusiana.it  entro lunedì 11 Giugno 2018.

I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella mattinata di domenica 24 giugno nel corso della Festa Artusiana, in calendario dal 23 giugno al 1 luglio 2018 a Forlimpopoli.

Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad. La giuria presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette, sarà composta da esperti del settore.

Le ricette finaliste verranno pubblicate nell’apposita pagina del sito internet www.pellegrinoartusi.it, pertanto con l’iscrizione al Premio Marietta si autorizza anche la messa on-line del proprio elaborato su un sito gestito direttamente dall’Amministrazione Comunale.

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Premio Artusi 2017 ad Antonio Citterio

Premio Artusi 2017 Antonio CitterioIl Premio Artusi 2017 è stato assegnato all’architetto e designer di fama internazionale Antonio Citterio. La consegna si è svolta sabato 14 ottobre alle ore 17 in Casa Artusi.

Ideatore di edifici e programmi progettuali in tutto il mondo, tra i tanti riconoscimenti, Citterio per due volte è stato premiato con il Compasso d’Oro-Adi, mentre nel 2008 a Londra ha ricevuto la prestigiosa onorificenza “Royal Designer for Industry”.
Celebre per coniugare estetica e funzionalità, senza mai sposare l’eccentrico e la cronaca, la sua inventiva ha incontrato anche il Padre della cucina italiana nella progettazione del set di pentole TVS Artusi 2.0, un vero e proprio sistema basato sul processo industriale applicato alla buona cucina di casa.
Ricerca continua e rispetto della tradizione sono i valori fondanti di tutti i progetti di Citterio, gli stessi principi cardine dell’opera di Pellegrino Artusi che hanno tributato a Citterio l’autorevole riconoscimento dedicato a chi lascia un segno indelebile nella riflessione del rapporto uomo-cibo.

Come si legge dalla motivazione: “Il Premio Artusi 2017 viene assegnato ad Antonio Citterio quale figura eminente dell’architettura e del design italiano. Anche la progettazione per TVS della batteria di cucina ispirata al padre della cucina italiana, esito di una ragguardevole ricerca nella cultura domestica e industriale, impreziosisce oggetti e cultura. Il Premio Artusi ne vuole coronare il talento”.

 

Chi è Antonio Citterio
Nato a Meda, in provincia di Monza nel 1950, l’architetto e designer Antonio Citterio avvia il suo ufficio di progettazione nel 1972 per poi diplomarsi in architettura al Politecnico di Milano nel 1975.
Fra il 1987 e il 1996 è associato a Terry Dwan; insieme realizzano edifici in Europa e Giappone. Nel 2000 fonda, con Patricia Viel, una società di progettazione, attiva a livello internazionale, che sviluppa programmi progettuali complessi, ad ogni scala ed in sinergia con un network qualificato di consulenze specialistiche. Lo studio ha oggi assunto il nome di “Antonio Citterio Patricia Viel”.
Nel settore del disegno industriale Antonio Citterio collabora attualmente con aziende italiane e straniere quali Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, B&B Italia, Flexform, Flos, Hermès, Iittala, Kartell, Maxalto, Sanitec (Geberit Group), Technogym e Vitra.
Nel 1987 e nel 1994 Antonio Citterio è stato premiato con il Compasso d’Oro-ADI. Dal 2006 al 2016 è docente di progettazione architettonica presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio (Svizzera). Nel 2008 riceve dalla Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures & Commerce di Londra l’onorificenza “Royal Designer for Industry”.

Antonio Citterio è, a livello internazionale, un progettista unico, che è sempre stato fedele alle sue origini, la formazione culturale e professionale tra la Brianza e il Politecnico, per il quale il sapere teorico e il dibattito culturale è accompagnato dall’esperienza e soprattutto dalla straordinaria conoscenza dei processi produttivi e artigianali, insieme a una particolare sensibilità nell’individuare i materiali adatti. Tutto questo, attraverso una espressività che non ha mai sposato l’eccentrico e la cronaca, pur nella lettura attenta e sempre molto profonda delle tendenze, non accontentandosi mai della “superficie”.
Per questa ragione, i suoi progetti resistono nel tempo, sempre all’altezza della domanda, estetica e simbolica, e nello stesso tempo, sono capaci di esprimere funzionalità chiare, mai ambigue.

Così è stato il progetto per TVS Artusi 2.0, un vero sistema, composto da un set di pentole che utilizza tutti i materiali necessari per fare una buona cucina di casa, come ci ha insegnato Pellegrino Artusi, lavorando sul processo industriale e su alcuni elementi, minimi ma fondamentali. Un sistema riconoscibile e riconosciuto bordo, attacco, manici, fondo pentola, coperchio, rapporti tra lunghezza manici e diametro, spessori. Citterio è arrivato a progettare, rispettando la tradizione e la “scienza in cucina”, una serie di prodotti, nuovi ma totalmente identificabili e perfettamente in linea con il design ma comunque sempre riconducibili solo a se stesso. Modernità come rispetto delle radici e conoscenza della cultura di riferimento, senza rinunciare ai propri modelli progettuali: questo è Antonio Citterio, questo è TVS Artusi 2.0.

 

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Premio Marietta ad Honorem 2017 a Patrizio Roversi

PATRIZIO ROVERSIDopo Giuliana Saragoni, ecco il secondo Premio Marietta ad Honorem: Patrizio Roversi. Personaggio che coniuga la conoscenza del prodotto alla leggerezza del racconto. Non certo un ossimoro, conoscenza-leggerezza, bensì un’abilità non comune nel mondo del cibo, troppo spesso preda di accademismi o banalizzazioni.
Come evidenzia la motivazione, il Marietta ad Honorem gli viene attribuito in quanto “grande conoscitore delle buone produzioni agro-alimentari italiane e del buon cibo, in una carriera bella e coerente, sempre giocata fra cultura e turismo, con un pizzico (q.b.) di ironia. Un perfetto ambasciatore del Made in Italy”.
Roversi sarà a Casa Artusi a Forlimpopoli a ritirare il Premio domenica 25 giugno nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.

Chi è Patrizio Roversi

Originario di Mantova e bolognese di adozione, Patrizio Roversi ha sempre mantenuto, nella sua lunga e poliedrica carriera, un’attenzione alle tematiche culturali, turistiche e gastronomiche, raccontate sempre in maniera rigorosa, ma leggera. Dopo una carriera teatrale, Roversi si avvicina alla televisione dove esordisce in Rai con la trasmissione “Mixer” assieme all’allora moglie Maurizia Giusti (in arte Syusy Blady), il successo arriva nel 1987 con la partecipazione alla trasmissione satirica “Lupo solitario” su Italia 1 e l’anno seguente al programma L’Araba Fenice.
Partecipa su Rai 3 al programma di Fabio Fazio e Bruno Gambarotta “Porca miseria” e successivamente “Se rinasco” su Rai 2. Sempre per Rai 3 conduce le prime cinque edizioni di “Per un pugno di libri”, quiz sul tema della letteratura. Dal 1990 al 2008 su Rai 3 è autore, con Maurizia Giusti -Syusy Blady, delle trasmissioni “Turisti per caso”, “Velisti per caso” e “Evoluti per caso”, programmi di intrattenimento che spaziano tra cultura, geografia e turismo. Nel 2009 ha condotto la trasmissione “Tutto fa Storia” su History Channel, dedicata alle invenzioni che hanno cambiato la nostra vita quotidiana.
Torna in televisione nel marzo 2012 per condurre, sempre insieme a Maurizia Giusti, il programma di viaggi “Slow Tour” in onda su Retequattro. Ha pubblicato con Syusy diversi libri sul tema del turismo come “Di passaggio in India”, “Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i turisti per caso”, “Chiudi il gas e vieni via, viaggi di un sedentario, Socialmente…”. Insieme all’amico Martino Ragusa ha pubblicato due libri sul tema del cibo “Turisti per cibo” e “Golosi per caso” . Esce in questi giorni, sempre con Martino Ragusa, “Gustologia, viaggio nell’Italia del cibo, dalla terra alla tavola”, edizioni ERI.
Prima con Ingrid Muccitelli e poi con Daniela Ferrolla, Roversi dal 2013 conduce “Linea Verde”, a cui ha trasferito una modalità accattivante e profonda di racconto, che ha positivamente connotato il noto programma Rai dedicato al mondo dell’agricoltura.

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Premio Marietta ad Honorem 2017 a Giuliana Saragoni

© mauro monti PH

© mauro monti PH

Svelato il primo Premio Marietta ad honorem 2017. E’ Giuliana Saragoni, omaggiata dalla città artusiana per la sua “dichiarazione” d’amore e di vita per la cucina. Saragoni, si legge nella motivazione del premio, è una “straordinaria e appassionata cuciniera che, nella pratica della tradizione e delle ricette di famiglia, utilizzando sempre materie prime ha accolto, dalla Locanda alla Trattoria di Eataly, una nuova sfida, assicurando sempre una proposta gastronomica di eccellenza”.
A scegliere il suo nome il comitato scientifico di casa Artusi, la consegna dei riconoscimento avverrà domenica 25 giugno a Casa Artusi nell’ambito delle premiazioni del Premio Marietta, il concorso nazionale per cuochi dilettanti nel corso della Festa Artusiana.
Il Premio Marietta ad Honorem rende giustizia a una festa lontana dalla promozione del piacere del cibo fine a se stesso: mangiare è soprattutto cultura; ciò significa anche sensibilizzare i consumatori a una consapevolezza alimentare lontana dalla semplificazione degli schermi televisivi e dei contest social.

Chi è Giuliana Saragoni
Coraggiosa e solare, come è nell’immaginario una donna romagnola, Giuliana è una grande protagonista della nostra cucina. Lasciato il posto sicuro al Comune di Forlì, ha intrapreso un lungo e gratificante percorso professionale, nel quale ha dato massima dignità alla cucina popolare quale preziosa testimonianza identitaria e culturale.
Giuliana ha saputo, negli anni, confermarsi quale cuore pulsante di una delle migliori realtà ristorative in Italia grazie alla sua capacità di leggere e interpretare il territorio. Prima sotto l’occhio vigile di papà Cecco e mamma Diva, poi insieme al marito Moreno con cui fino all’agosto 2014 ha gestito la “Locanda al Gambero Rosso” di San Piero in Bagno, oggi al fianco della figlia Michela e al genero Paolo Berardi nella Trattoria a Eataly, Giuliana ha sempre conquistato, con la sua cucina onesta e saporita, una clientela affezionata e fedele.
Nella “Locanda al Gambero Rosso”, una delle pagine più belle ed emozionanti della tradizione gastronomica italiana, piatti come la Polpetta di nonna Diva o la zuppa di erbe spontanee hanno espresso alla perfezione l’essenza del territorio dell’Appennino Tosco-romagnolo facendo innamorare moltissimi clienti che giungevano da ogni dove per assaggiare la cucina della famiglia Saragoni. Su questo patrimonio culturale e gastronomico è stata pensata la “Trattoria di Giuliana” collocata all’interno della multi-struttura di Eataly Forlì, punto di eccellenza dei cibi di alta qualità. Qui, in condivisione con i principi Slow Food di Eataly, Giuliana continua ad essere l’anima del progetto in cui si continua a trasmettere l’idea di cucina di famiglia basata su rispetto per le materie prime, stagionalità e tradizione.

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Premio Marietta 2017: aperte le iscrizioni

Sono aperte le iscrizioni per il Premio Marietta 2017. Sei un cuoco dilettante e vuoi partecipare? Scopri come!

Scarica il Regolamento e il Modulo di partecipazione al Premio Marietta 2017

La città natale di Pellegrino Artusi e la Festa Artusiana rendono omaggio a tutte le Mariette di oggi: agli appassionati (senza distinzioni di sesso) dei fornelli che prendono ispirazione da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Si rinnova l’appuntamento con il Premio Marietta riservato a cuochi dilettanti, omaggio della città artusiana alla celebre governante (Marietta Sabatini) che ha condiviso tutto il percorso culinario dell’Artusi.

Un concorso decisamente nazionale confermato dalla geografia dei vincitori delle ultime edizioni (Vicenza, Udine, Sassari, Lecco, Bergamo), con i partecipanti dalle professioni più diverse (pensionato, fisioterapista, giornalista, bancario, disoccupato). Senza dimenticare i riflettori della ribalta nazionale, come nel caso di Andrea Marconetti (Premio Marietta 2010), tra i protagonisti di Masterchef 2013. Ricco il montepremi: 1000 euro offerti da Conad. La partecipazione è gratuita.

Il Premio Marietta è un concorso nazionale promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette, dedicato a Marietta Sabatini. Governante di Artusi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Marietta ricoprì un ruolo centrale nella vita del gastronomo contribuendo all’impresa culinaria ed editoriale la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, insieme al cuoco Francesco Ruffilli.
Come partecipare al Premio Marietta
Le iscrizioni al concorso sono aperte fino a lunedì 5 giugno 2017: tutte le ricette devono pervenire al Comune di Forlimpopoli (P.zza Fratti 2, 47034 Forlimpopoli) indicando “Festa Artusiana – Premio Marietta 2017” entro le ore 13 dello stesso giorno. La ricetta può essere inviata anche via mail (in formato .pdf) all’indirizzo: protocollo@comune.forlimpopoli.fc.it

Per partecipare occorre inviare massimo due ricette originali di un primo piatto (pasta fresca o secca o riso) eseguibile in un tempo massimo di due ore. Requisito indispensabile, la presenza di riferimenti alla cucina domestica regionale, alla filosofia e all’opera dell’Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e di presentazione.

La partecipazione (gratuita) è esclusivamente riservata a cuochi dilettanti, ovvero a tutti gli appassionati di cucina e di enogastronomia che non svolgono attività professionale nel settore. Le ricette eseguite devono contenere gli ingredienti (per 5 persone), il tempo di preparazione e il tipo di cottura (forno, fornello, altro), i riferimenti all’opera artusiana (stagionalità delle materie prime, curiosità storiche, tipicità territoriale). All’interno della busta l’autore dovrà indicare le proprie generalità, un numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica, e l’attività lavorativa che attesti lo status di “dilettante” di eno-gastronomia.

Una giuria di esperti selezionerà, fra tutte le ricette pervenute, le cinque finaliste. I cuochi finalisti saranno invitati a cucinare i loro piatti (per 5 persone) nella mattinata di domenica 25 giugno nel corso della Festa Artusiana, in calendario dal 24 giugno al 2 luglio 2017 a Forlimpopoli.

Al vincitore va un premio di 1.000 euro, ai finalisti 5 Kg di pasta. I premi sono offerti da Conad. La giuria presieduta da Verdiana Gordini, Presidente dell’Associazione delle Mariette, sarà composta da esperti del settore.
I vincitori delle ultime cinque edizioni
Il premio Marietta ha sempre richiamato partecipanti da tutta Italia, basti ricordare la provenienza dei vincitori delle ultime edizioni: Mario Maurizi pensionato di Vicenza con le sue “Linguine risottate alla spatola con pomodori datterino” (edizione 2016); Nadia Tessitori fisioterapista di Tolmezzo (Udine) con la ricetta “Cjarsons alla luganega e sclopit” (edizione 2015); Francesco Canu disoccupato di Sassari con la ricetta “Culurgiones a ispighitta cun pumata” (edizione 2014); il giornalista Rolando Repossi di Casatenovo (Lecco) con il piatto ‘Ravioli di nonna Costantina’ (edizione 2013); la responsabile di una filiale di banca Raffaella Bugini di Valbrembo (Bergamo) con il ‘Risotto al moscato di scanzo con biligòcc e fonduta di strachitund’ (edizione 2012).
Chi era Marietta Sabatini
La ‘fedele Marietta’ a cui è dedicato questo concorso, è sempre stata una figura centrale nell’opera di Artusi. In ombra se l’angolo di visuale è la ribalta letteraria, in primo piano se si guarda alla sostanza gastronomica e alla solidità del successo de ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’.
Pellegrino Artusi sapeva di dovere molto a Marietta, tanto che si sentì in dovere di lasciarle in eredità, oltre al lascito di ben Lire 8000, i diritti di autore sul manuale, assieme al cuoco Ruffilli Francesco, in quanto aveva coadiuvato al buon esito del libro.
Alla fedele Marietta, Pellegrino Artusi dedicò anche la ricetta del panettone che si trova nel manuale perché “è brava cuoca e tanto buona ed onesta da meritare che io intitoli questo dolce col nome suo, avendolo imparato da lei”.
E’ proprio alle Mariette d’oggi, quelle persone che custodiscono l’amore e l’abilità del sapere artusiano, che la città di Forlimpopoli omaggia con questo concorso.
Info Premio Marietta: tel. 0543 749235, scuola@comune.forlimpopoli.fc.it; www.festartusiana.it www.casartusi.it

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Premio Artusi 2016 a Paul Bocuse

Consegna del Premio Artusi 2016 a BocusePremio speciale nel ventennale della Festa Artusiana e in occasione della prima traduzione del manuale artusiano in francese. La consegna a Lione nell’ambito della cooperazione tra terre di Beaujolais, Lione e la Romagna.

Vent’anni di Festa Artusiana e la prima traduzione del Manuale artusiano in lingua francese. Una doppia ricorrenza da festeggiare con un evento unico da raccontare ai posteri: la consegna di uno speciale Premio Artusi al monumento della cucina francese e mondiale, Paul Bocuse. Grande innovatore in campo gastronomico, è uno dei più grandi chef del XX secolo, emblema della cucina transalpina.

Il suo nome è stato scelto dal Comitato Scientifico di Casa Artusi, la consegna è avvenuta venerdi scorso, all’Hotel du Département di Lione, alla presenza del Vice Presidente del Dipartimento Antoine Duperray, della Assessore Delegata Martine Publie, del Console Generale italiano a Lione Alberto Bertone, Stéphanie Plaza Présidente La Bonne Europe e tanti altri opsiti.

Il Premio è stato consegnato dal Sindaco di Forlimpopoli Mauro Grandini a Hervé Fleury, Vice Presidente della Fondazione Bocuse, che, in rappresentanza del grande chef novantenne, ha ricordato la sua lunga e prestigiosa carriera, punto di riferimento imprescindibile per la cucina francese e mondiale. Ha poi espresso parole di gratitudine e di interesse al lavoro svolto in nome del padre della cucina domestica italiana.
Prima del Premio è stata presentata la prima edizione integrale francese del libro di cucina italiano più celebre al mondo: “La Science en cuisine et l’art de bien manger” (La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene) di Pellegrino Artusi, tradotto da Marguerite Pozzoli e Lise Chapuis, edizioni Actes Sud. A raccontare ai presenti l’importanza dell’Artusi, la stessa Marguerite Pozzoli e Alberto Capatti, che ne ha curato la prefazione.
Più che una cerimonia di consegna, l’evento è stato un vero e proprio momento di cooperazione nel segno del “bello e buono” tra il territorio di Beaujolais, Lione e la Romagna. Sia al dipartimento in occasione del Premio, ma anche negli eventi successivi allo Chateau de bagnols e al Ristorante Zucca del Mariott Hotel, dove si è svolta l’Edizione 2016 Rendez vous sur les sommets, in collaborazione con l’Associazione La Bonne Europa, cena a base di ricette artusiane, proposta da chef francesi: Davy Tissot e Kean Alexandre Quaratta e chef italiani: Enrico Croatti e Claudio di Bernardo, protagonista assoluta è stata la Romagna.
La Romagna è stata rappresentata dai Comuni che da anni collaborano con il Beaujolais: Forlimpopoli, Bertinoro e Cervia e numerose aziende e consorzi che hanno fatto conoscere le loro eccellenze: Consorzio Vini di Bertinoro, Consorzio Parmigiano Reggiano, San Patrignano, Parco saline di Cervia, Caseificio Mambelli, Bottega Pascucci di Gambettola, Cooperativa agricola di Brisighella, azienda agricola Frontali di Rimini, Babbi. Alcuni di questi prodotti rimarranno in esposizione a tutto Natale in una vetrina del Mariott stesso.
E’ stata inaugurata anche la mostra “Pellegrino Artusi e l’unità italiana in cucina”, curata da Assessorato Cultura della Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlimpopoli e Casa Artusi.
Il tutto all’interno della prima Settimana della Cucina nel mondo che, in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, vede protagonista Casa Artusi, anche in collaborazione con l’Associazione delle Mariette che in terra di Francia ha riscontrato un successo notevole con la piadina e i cappelletti.

Chi è Paul Bocuse
Grande innovatore in campo gastronomico, è uno dei più grandi chef del XX secolo e rappresenta l’emblema della cucina francese. Nasce a Collognes-au-Mont-d’Or l’11 febbraio 1926 e comincia da giovanissimo a dedicarsi, con grande passione e un’abilità fuori dal comune, all’arte culinaria. Finito l’apprendistato a Parigi, torna a Lione per prendere in gestione la locanda del padre Georges, trasformandola in uno dei ristoranti più rinomati al mondo. L’Auberge du Pont de Collognes è considerato il vero e proprio tempio della cucina francese che conquista in poco tempo ben 3 Stelle Michelin dal 1965.
Oltre all’Auberge, e alla brasserie l’Argenson, Bocuse gestisce, sempre a Lione, una catena costituita da due ristoranti (l’Est e Le Sud), una rotisserie (Le Nord) e una brasserie (l’Ouest). Bocuse possiede anche due brasserie in Giappone e un ristorante all’interno del Walt Disney World Resort di Orlando, Florida.
I riconoscimenti sono tantissimi, fra cui: Meilleur Ouvrier de France, Cavaliere della Legion d’Oro al Palazzo dell’Eliseo, Chef du siégle nel 1989 da Gault et Millau e nel 1995 diventa, primo chef al mondo, protagonista di un opera che si trova al musée Grevindi Parigi.
Fondatore della nouvelle cuisine, le sue idee in campo culinario coincidono in gran parte con le caratteristiche principali di questo movimento che dà grande importanza alla freschezza degli ingredienti e propone piatti leggeri. Paul Bocuse ha anche scritto diversi libri di cucina, il più noto è La cuisine du marché (“La cucina del mercato”, 1976) dove propone il ritorno al piccolo mercato di paese e agli alimenti sani e genuini.

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Consegnato il Premio Artusi 2016 a Carlo Petrini

Consegna Premio Artusi 2016L’Assessore regionale Emma Petitti e il sindaco di Forlimpopoli Mauro Grandini hanno consegnato sabato 29 ottobre il Premio Artusi 2016. Un’occasione importante per il ventennale della Festa Artusiana, un’occasione per una riflessione sul rapporto cibo-uomo che da sempre ha caratterizzato pensiero e vita del fondatore di Slow Food.

“Sono orgoglioso di questo riconoscimento, un pezzo della mia storia personale è legata alla nascita dell’esperienza di Casa Artusi – ha affermato Petrini, in una Chiesa dei Servi gremita – Per me essere qui è come un ritorno a casa, insieme agli amici Alberto Capatti e Massimo Montanari, insieme ai quali abbiamo dato vita a una delle prime esperienze universitarie nel mondo della gastronomia”.

Il fondatore di Terra Madre poi è entrato nel merito di alcune tematiche sul mondo della cucina e dell’agricoltura: “I cuochi facciano un’alleanza con il mondo contadino. È fondamentale che mettano il loro prestigio al servizio dell’agricoltura italiana: sull’origine dei prodotti, sul giusto prezzo, sul rispetto del lavoro. Questa è una scelta di campo che la cucina deve fare, perché il cibo non solo deve essere buono, ma anche giusto e pulito. L’Artusi del XXI secolo lo vedo così”.

“Oggi il cibo deve essere visto in maniera multidisciplinare – ha aggiunto il fondatore di Slow Food – non solo come atto di nutrimento ma nella sua valenza sociale, economica, ambientale, antropologica. Ecco perché i gastronomi oggi hanno una responsabilità che esce dalle loro cucine”.

Al termine del suo intervento la consegna del premio, con questa motivazione: “Il Premio Artusi 2016 a Carlo Petrini per l’impegno titanico svolto con coerenza ed efficacia a favore della difesa delle colture in via d’estinzione e della biodiversità che l’ha condotto, fra l’altro, a fondare Slow Food, la prima università di Scienze gastronomiche e la rete mondiale di contadini di Terra Madre. Giusto, oltreché bello e buono di artusiana memoria”.

Alla cerimonia sono intervenuti anche lo storico Alberto Capatti e Massimo Montanari presidente del Comitato scientifico di Casa Artusi.

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Indice Ingredienti

acciughe

aceto

aceto bianco

acetosa

acido citrico

acqua

acqua di fior d’arancio

acqua distillata

acquavite

aglio

agnello

albicocche

alkermes

alloro

amaretti

amido

ammoniaca

anaci (anice)

anatra

aneto

anguilla

animelle

aragosta

arance

arancio candito

aringa

arnione

arrosto

arzavole

azzeruole

baccalà

baccello di vainiglia (vaniglia)

balsamella (besciamella)

banane

barbabietole

bargigli di pollo

basilico

beccacce

bicarbonato

bietola

bistecca

bracioline

braciuola di manzo

braciuola di vitella

braciuola di vitella di latte

braciuole di maiale

breton

broccoli

brodo

brodo di coteghino

brodo di zampone

buccia d’arancio

buccia di limone

burro

busto di pollo

cacao in polvere

cacciagione

caffè

calce viva

candito

candito arancio

candito cedro

cannella

canocchie

capellini

capperi

cappone

carciofi

cardoni (gobbi)

carne

carne del pollo

carne di maiale

carne di manzo

carne di vitella

carne di vitella di latte

carne magra

carne magra di vitella

carnesecca

carota

castrato

caviale

cavolfiore

cavolo bianco

cavolo cappuccio

cavolo nero

cavolo verzotto

ceci secchi

cedro

cedro candito

cefali

cenere

cerfoglio

cervelli di maiale

cervello

cervello d’agnello

cervello di vitella

cetriolini sotto aceto

champagne

chiara d’uovo

chifels

china peruviana

chiodi di garofano

cieche (anguilla)

ciliege

ciliege marasche

ciliege more

ciliege visciole

cinghiale

cioccolata

cioccolata alla vainiglia (vaniglia)

cioccolata fine

cioccolata in polvere

cipolla

cipolla bianca

cipolline

cipolline bianche

cognac

colla di pesce

collo di pollo

coniglio

conserva di albicocche

conserva di cotogne

conserva di frutta

conserva di pesche

conserva di pomodoro

coriandoli

corteccia secca di arancio amaro contusa

cosciotto d’agnello

costolette d’agnello

costolette di vitella

costolette di vitella di latte

coteghino

cotenna di carnesecca

cotenna di lardone

cotenna di prosciutto

crema

cremor di tartaro

creste di pollo

crosta di pane di segala

crostini

daino

erbaggi

erbe aromatiche

erbette

fagiolini

fagiuoli

fagiuoli bianchi

farina

farina d’amido

farina d’ungheria (farina fine)

farina di castagne

farina di grano

farina di mais (fumetto)

farina di patate

farina di riso

farina gialla

fave

fegatelli di maiale

fegatini

fegatini di pollo

fegato

fegato d’oca

fegato di maiale

fegato di vitella di latte

filetto

filetto di manzo

finocchio

fiori secchi del sambuco comune

foglie di rose

folaga

formaggio

formaggio fontina

formaggio gruviera

formaggio parmigiano

formaggio raviggiolo

fragole

frutta

funghi

funghi porcini

galletto

gallina

gamberi

gelatina

germano

ghiaccio

ghiozzi

ginepro

girello

gomma arabica

grasso d’arnione di castrato

insalata

kirsch

lampone

lardelli

lardo

lardo (strutto)

lardone

latte

lattuga

lauro ceraso

lenticchie

lepre

lesso

lievito di birra

limone

limoni

lingua

lingua di bue

lingua di manzo

lingua di vitella

lingua di vitella di latte

lombata

lombata d’agnello

lombata di castrato

lombata di maiale

lombata di manzo o di vitella

lombata di vitella di latte

lombo di maiale

luccio

maccheroni

macis

magro di maiale

maionese

mandorle

mandorle amare

mandorle di pesca

mandorle dolci

manzo

maraschino

marmellata

marroni (castagne)

marzapane

mele

mele cotogne

mele reinettes (mele rose)

midollo

midollo di bue

midollo di vitella

miele

milza di castrato

milza di manzo

milza di vitella

mollica di pane

more

mortadella

mostarda

muggine

muscolo senz’osso

naselli (merluzzi)

nasello

nepitella (mentuccia)

nocciole

noce moscata

noci

oca

olio

olive

ombrina

ossa spugnose

osso buco

ovoli (funghi)

palombo

pan di spagna

pane

pane bianco

pane bruno

pangrattato

pangrattato di segala

panna

panna montata

pasta frolla

pasta lievita da pane

pasta matta

pasta sfoglia

pastella

pastella per fritti di carne

pastine

patate

pavone

pepe

pepe bianco

pepe di caienna

pepe garofanato

peperone rosso piccante

peperoni

peperoni sotto aceto

peperoni verdi

pepolino (timo)

pere

pernice

pesce

pesce cappone

pesche

pesche cotogne

petonciani (melanzane)

petti di pollo

petti di tacchino

petto di cappone

petto di cappone cotto nel burro

petto di pollastra

petto di pollo

petto di tacchino

petto di vitella di latte

piccione

pimpinella (anice)

pinoli

piselli

pistacchi

pollo

pomodori

pomodoro

poppa di vitella

prezzemolo

prosciutto

prosciutto cotto

prugne secche

quaglie

radicchio

ramerino (rosmarino)

ranocchi

rapa

regamo (origano)

rete di maiale

rhum

ribes

ricotta

rigaglie di pollo

riso

rognone

rognone di vitella di latte

rosolio

rosolio bianco

rosolio di cedro

rosolio maraschino

rosso d’uovo

sale

salnitro

salsa di pomodoro

salsa maionese

salsa verde

salsiccia

salvia

sangue di maiale

sapa

sarde

sarde fresche

savoiardi

scalogno

scorza d’arancio

scorza di cedro

scorza di limone

sedano

sedano bianco

semolino

senapa

senapa bianca in polvere

seppia

siccioli (ciccioli)

siroppo di lampone

sogliola

spaghetti

spalla di castrato

sparagi (asparagi)

sparnocchie

spezie

spezie fini

spinaci

spirito (alcol)

spirito di vino (alcol)

spirito forte (alcol)

starna

stoccafisso

stomachino

storione

storni

succo del ribes

succo di arancio

succo di limone

sugo

sugo di carne

sugo di pomodoro

susine

tacchino

tagliatelle

tartufo

tartufo bianco

tartufo nero

telline

teste di pollo coi colli

testicciuola d’agnello

testicoli di pollo

the

tinca

tonno

tordi

totani

triglia

trippa

uccelli

uccello

uova

uovo

uva

uva bianca

uva di corinto (sultanina)

uva dolce bianca

uva dolce nera

uva malaga

uva passita

uva passolina (uva passa)

uva secca

vainiglia (vaniglia)

ventrigli di pollo

vin santo

vino

vino bianco

vino bianco asciutto

vino bianco dolce

vino di cipro

vino di madera

vino di marsala

vino rosso

vitella

vitella di latte

zafferano

zampa

zampa di vitella

zampe di polli

zenzero

zibibbo

zucca

zucca candita

zucca gialla

zucca rossa candita

zucchero

zucchero biondo

zucchero candito

zucchero rosso

zucchero vanigliato

zucchini

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