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Premio Marietta ad Honorem 2019 a Carlo Cambi

Giornalista e divulgatore sulle tv nazionali è stato un antesignano dell’incontro cibo-turismo. La consegna domenica 23 giugno 2019 a Forlimpopoli alla Festa Artusiana.

Inconfondibile nel suo accento toscano, Carlo Cambi è uno degli antesignani dell’incontro tra cibo e turismo. Lo ha fatto con i suoi attrezzi del mestiere: il racconto giornalistico su numerose testate nazionali, lo sta facendo tutt’oggi in televisione sui canali Rai e innumerevoli pubblicazioni in ambito editoriale. A lui va il Premio Marietta ad Honorem, attribuito a una figura al di fuori dei confini della Romagna che ha contribuito alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene. Il nome di Cambi si affianca a quello di Maurizio Camilletti, l’altro Marietta ad Honorem, artigiano e strenuo difensore dell’arte delle teglie di Montetiffi.

Entrambi saranno premiati alla Festa Artusiana domenica 23 giugno a Casa Artusi, nella serata che vedrà anche la proclamazione dei vincitori del premio Marietta per cuochi dilettanti.

Il Premio Marietta ad Honorem viene attribuito a Cambi, si legge nella motivazione, per “la rilevante opera di divulgazione della cultura italiana, con particolare riferimento alle eccellenze turistiche ed enogastronomiche di ogni territorio e alla buona cucina domestica, svolta coerentemente quale autore, giornalista, docente”.

Carlo Cambi, decano del giornalismo.

L’esordio di Cambi nel giornalismo è giovanissimo. Prima inviato de “Il Tirreno” passa a “Repubblica” nel 1982, dove dirige le redazioni di Bologna, Firenze Napoli. Rientra a Roma nel 92 e dal 95 al 97 come caporedattore dirige le pagine economiche del quotidiano romano. Nel 97 fonda “I viaggi di Repubblica” primo e unico settimanale di turismo in Italia che dirige fino al 2005. Ha scritto per “Espresso”, “Venerdì di Repubblica”, “Affari e Finanza”, “Epoca”, “Panorama”, “QN” (Resto del Carlino, Nazione e Giorno). Ha fondato il mensile “Wine Passion” e ha collaborato con “Vie del Gusto” di cui è stato direttore editoriale. Attualmente è editorialista del quotidiano “La Verità”.

Autore televisivo e radiofonico, nonché relatore in numerosissimi convegni nazionali e internazionali, è stato insignito di numerosi riconoscimenti e premi accademici e giornalistici: tra questi Oscar del Vino, il Verdicchio d’oro, Olivo d’oro, l’anfora d’oro… Sommelier ad honerem Ais è tra i fondatori del Movimento Turismo del Vino, è stato presidente del comitato scientifico dell’Enoteca Italiana, membro del comitato scientifico della Fondazione Qualivita per i marchi europei, attualmente è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola.

E’ stato uno dei conduttori della trasmissione di Rai Uno “La Prova del Cuoco”. Attualmente è autore di Linea Verde, autore de I signori del Vino per Rai 2 e sempre per Rai 2 è autore e conduttore insieme con Marcelo Masi e Rocco Tolfa della trasmissione In Viaggio con Marcello dedicata al racconto delle cucine regionali italiane.

Autore di numerosi saggi e volumi i suoi maggiori successi sono legati a “Il Gambero Rozzo”, nell’edizione 2007 il titolo di enogastronomia più venduto in Italia. Il Gambero Rozzo diventato Mangiarozzo è con l’edizione ora in commercio alla dodicesima edizione.

Ha all’attivo oltre trenta titoli di economia del turismo, enogastronomia, marketing territoriale. Di formazione economico giuridica ha tenuto docenze all’Università di Macerata, ha insegnato ai master dell’Università Bocconi, dell’Università di Macerata, di Camerino e della Sapienza di Roma in economia del turismo. La sua esperienza in ambito enologico, turistico e gastronomico fanno sì che sia considerato uno dei massimi esperti di comunicazione dei prodotti territoriali. È socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili, la più antica istituzione scientifica europea in materia agricola.

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Premio Marietta ad Honorem 2019 a Maurizio Camilletti

Per l’arte delle teglie a Montetiffi: una tradizione conosciuta in tutto il mondo. La consegna il 23 giugno 2019 a Forlimpopoli alla Festa Artusiana.

Dici Montetiffi a Sogliano al Rubicone e subito il pensiero corre alle teglie. Un prodotto dalla lunga storia, la cui tradizione oggi è tenuta in vita da due coniugi: Maurizio Camilletti e Rossella Reali. Ultimi superstiti di una manualità con secoli di storia alle spalle, a loro la Festa Artusiana assegna uno dei prestigiosi Premi Marietta ad Honorem, riconoscimento attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”.
Come nel caso, appunto, di Camilletti a cui il Marietta ad Honorem viene consegnato “per avere saputo mantenere, assieme alla moglie Rosella, un lavoro artigianale di grande tradizione nella nostra terra”, così nella motivazione.
La consegna ci sarà domenica 23 giugno a Casa Artusi, nella serata che vedrà anche la proclamazione dei vincitori del premio Marietta per cuochi dilettanti.

La storia di Maurizio e Rossella
La storia di Maurizio e Rossella inizia nei primi anni ’90, quando Leone Reali, storico tegliaio del territorio, chiude la sua bottega. A Montetiffi rimane solo Pierino Piscaglia, ultimo di quattro generazioni, a continuare un mestiere che è un’arte. Nella seconda metà degli anni ’90 anche Pierino lascia per motivi di salute. E così, quella che era una delle grandi professioni di bottega nella Valle dell’Uso, rischia di scomparire per sempre.
Poi succede qualcosa. Il destino ci mette la sua mano e vuole che un giorno Rosella e Maurizio, vadano in visita da Pierino. E qui avviene il miracolo, scatta la scintilla: i coniugi Camilletti prendono accordi per apprendere l’arte di far teglie.
“Era da diverso tempo – dice Maurizio – che il lavoro da impiegato, non mi soddisfaceva più e mi ero veramente stancato stare dietro ad una scrivania. Così l’incontro è stata la scintilla che mi ha fatto scattare la voglia di realizzare qualcosa di bello. Già da piccolo queste terre le frequentavo. Per sei mesi ho svolto i due lavori. Poi c’è stata la decisione di andare ad abitare a Ville di Montetiffi”.
L’entusiasmo di Maurizio viene sostenuto e rafforzato dalla moglie Rossella che con determinazione riprende a far girare il trespolo e a trasformare, con le mani, con i piedi, col cuore, una palla di terra in teglia.
“Dentro di noi ci sono radici così profonde che non sappiamo dove arrivino – prosegue Maurizio – forse dagli antenati di Rossella (tutti tegliai) che hanno risvegliato in lei l’orgoglio di appartenere a generazioni di artigiani, che da sempre hanno manifestato amore e rispetto per il proprio territorio”.
Le teglie che vengono prodotte presentano un timbro che ne certifica l’originalità, vere “Teglie di Montetiffi” e che garantisce la fedeltà alla tradizione: stesse materie prime, fabbricazione, stagionatura e cottura.
Oggi il loro laboratorio è aperto a tutti: ai turisti che dal mare vogliono risalire le valli, alle scolaresche, alle persone che hanno semplicemente bisogno di una teglia per cuocere la piada.

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Un ricettario per amico: la cultura artusiana conquista l’America

Dal Canada all’Argentina passando per il Brasile, i sapori artusiani hanno fatto il giro dell’America in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.
Filo rosso del tour oltreoceano il progetto “Un ricettario per amico. Come formare nuove generazioni di discendenti sulla cultura, le tradizioni e le eccellenze agro-alimentari della Regione Emilia-Romagna” promosso dal Comune di Forlimpopoli e dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel Mondo in collaborazione con Casa Artusi e con il sostegno dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna. Di scena laboratori di cucina, degustazione e conferenze sul “Mangiare all’italiana – Storia e prodotti a marchio della Regione Emilia Romagna”.

Il progetto ha visto una prima azione in Canada a Toronto, in collaborazione con l’Associazione Amarcord, Consulta degli emilano-romagnoli in Ontario, lo scorso agosto e si concludono durante la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo con la Mostra “Il cibo nei disegni di Federico Fellini”, realizzata in collaborazione con IIC Toronto e Regione Emilia-Romagna Promozione all’estero.

In Argentina le iniziative sulla cultura gastronomica della nostra regione, capitanate dal Presidente di Casa Artusi Giordano Conti e ospitate nelle città di La Plata, Mar del Plata e Chascomùs, si sono svolte in collaborazione con le Consulte degli emiliano-romagnoli Angeer di La Plata e Red Proter di Mar del Plata, e hanno visto la firma di tre Protocolli d’Intesa, uno uno tra Casa Artusi e La Scuola Superiore di gastronomia di Mar del Plata, uno con l’Istituto Superiore di Formazione Gastronomica EPAC di La Plata, e il terzo con la Camera degli Imprenditori della Gastronomia di La Plata.
Inoltre, il Presidente Conti, insieme a Renato Bolsieri, Maestro della Scuola di Cucina di Casa Artusi, è stato ricevuto ufficialmente dall’Onorevole Diego de Rovella presso la Camera dei Deputati di Buenos Aires. Lo scopo degli incontri e degli accordi firmati è quello di favorire lo scambio di buone pratiche rispetto alla cultura e alla gastronomia e promuovere, da parte di giovani professionisti della ristorazione, visite didattiche e culturali in Italia e in Emilia-Romagna.

Incontri e laboratori di cucina sono andati in scena anche in Brasile In collaborazione con il Circolo emiliano-romagnoli di San Paolo e della Consulta Bandeirante di Salto Itu . Presenti il Presidente Conti, il Professor Bruno Marangoni dell’Università di Bologna e il Maestro di Cucina Daniele Mami.
Le iniziative si sono svolte, a San Paolo, alla Faculdades Metropolitanas Unidas, Faculdades Metropolitanas Unidas, e a Salto-Itu al Centro Universitario Nossa Senhora do Patrocinio e ben 3 giornate di formazione nelle sedi di Senac (il principale ente nazionale di formazione professionale turistico alberghiera con il quale Casa Artusi ha un accordo dal 2015) di Campo do Jordao, Santo Amaro e Aguas de Sao Pedro.
Il tutto alla presenza di professionisti, studenti, tantissimi discendenti di emiliano-romagnoli, professionisti e appassionati di cucina.

Un ricettario per amico: clicca qui per scaricare l’opuscolo informativo.

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L’Artusi in Canada con l’Associazione delle Mariette e Andrea Segrè

Forlimpopoli-Toronto: uniti dalla liaison di Pellegrino Artusi. Non stupisca questo legame se si pensa che nella città canadese vivono oltre un milione di italiani. Tanti dei quali conservano copie del celebre manuale artusiano, portato in valigia da migliaia di connazionali, quando eravamo noi a salpare sulle navi per cercare fortuna all’estero. Come nel caso di Luciana Berti, insegnante in pensione, nata a Forlimpopoli ed emigrata in Canada all’età di 19 anni, dopo essersi sposata per procura perché il suo fidanzato, Angelo Battistini, era emigrato l’anno precedente. Ora i loro figli sono grandi e hanno due nipoti che crescono mangiando ricette artusiane preparate da nonna Luciana.
Il nome di Luciana non è stato citato a caso. Lei, insieme a tanti altri italiani, sono stati protagonisti in Canada di un ricco programma di eventi artusiani insieme ad Adrea Segrè Premio Artusi 2012 e componente del Comitato Scientifico di Casa Artusi e Verdiana Gordini Presidente dell’Associazione delle Mariette. Il contesto è il progetto “Un ricettario per amico. Come formare nuove generazioni di discendenti sulla cultura, le tradizioni e le eccellenze agro-alimentari della Regione Emilia-Romagna”, messo in campo dal Comune di Forlimpopoli con la Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo, il sostegno dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Casa Artusi. Diversi gli eventi che si sono svolti a Toronto, con l’Associazione Amarcord emilianoromagnoli dell’Ontario presieduta da Corrado Olmi e l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto diretto da Alessandro Ruggera: conferenze, dimostrazioni di ricette artusiane, degustazioni guidate.
A partire dalla conferenza di Andrea Segrè all’Istituto Italiano di Cultura di Toronto sul tema “Pellegrino Artusi’s world and contemporary food”, davanti a una sala gremita.
Il giorno successivo sempre Segrè e Verdiana Gordini, grazie a Gianpietro Nagliati, sono stati ospiti del notiziario nazionale della Omni Television, la rete televisiva che va in onda in oltre 25 lingue. La Marietta ha dato dimostrazione della preparazione della pasta fresca fatta a mano, mito e rito dell’Emilia-Romagna, mentre Segrè ha risposto alle domande dei giornalisti su Pellegrino Artusi e le tradizioni del cibo italiano.
E ancora, incontro con Francesco Sorbara, membro del parlamento canadese e presidente del gruppo parlamentare Italia-Canada, e visita al Black Creek Pioneer Village, anche qui con dimostrazione della pasta fresca fatta a mano e assaggio delle tagliatelle preparate da due giovani chef in erba che hanno lavorato apprendendo l’arte della pasta fresca fatta a mano con la Marietta.
Il tour ha visto anche un collegamento con FICO Eataly World a Bologna: a Toronto il Prof Segrè e la collega accademica canadese Sarah Duni dell’Università di Guelph-Humber, hanno dialogato con il Presidente di Casa Artusi Giordano Conti ospite a FICO.
La collaborazione fra il Comune di Forlimpopoli, Casa Artusi e la Consulta degli emilianoromagnoli prosegue in autunno con eventi in Brasile e Argentina nell’ambito della terza edizione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo che vede l’Artusi ed il suo ricettario sempre protagonisti.
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4 agosto 2018 – NOTTE BIANCA DEL CIBO ITALIANO

Sfoglia la rassegna stampa di 4 AGOSTO – NOTTE BIANCA DEL CIBO ITALIANO, dedicata a Pellegrino Artusi, nel giorno della sua nascita.

Evento che si è svolto a livello nazionale, in nome del padre della cucina italiana.Le città cuore dell’evento sono state Forlimpopoli, città natale, e Firenze, città d’adozione.

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Sabato 24 novembre: consegna del Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva

DG Official Photo

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Sabato 24 novembre in Casa Artusi si svolgerà la cerimonia di consegna del Premio Artusi 2018 a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).

Chi è José Graziano da Silva

José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.
Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.
José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).
Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).
Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

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4 agosto 2018 – NOTTE BIANCA DEL CIBO ITALIANO

ARTUSI-NOTTE BIANCA-4AGOSTO-BUOParte dall’Emilia-Romagna il gran tour della Notte Bianca del Cibo italiano che il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno proclamato per il 4 agosto nell’ Anno del Cibo Italiano, al fine di valorizzare il patrimonio enogastronomico nazionale, dedicandola a Pellegrino Artusi, nel giorno della sua nascita.
Un tributo che riconosce e esalta il ruolo di Artusi (Forlimpopoli 1820/Firenze 1911), come testimonial perfetto di questa Notte Bianca. Pellegrino Artusi infatti con il suo ricettario, La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, presente in tutte le famiglie italiane e tradotto in tante lingue del mondo, realizza e aggrega una cucina nazionale che raccoglie e sintetizza le tante tradizioni locali, ricomposte in un mosaico che non appiattisce ma esalta le diversità. Il manuale artusiano, che ha viaggiato nelle valigie degli emigrati, è stato tradotto anche in tante lingue del mondo per un duplice ordine di motivi: sia per chi vuole conservare le proprie tradizioni sia per chi ama conoscere la cultura italiana.
Sono tanti gli eventi previsti in questa notte bianca emilianoromagnola, da Rimini a Piacenza, cominciando da Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi.

Clicca qui per scoprire il programma di eventi in programma il 4 agosto, Notte Bianca del Cibo italiano, a Forlimpopoli Città Artusiana

#artusi

#annodelciboitaliano

#nottedelcibo

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Maria Giovanna Nocera, Premio Marietta 2018

Bonetti Nocera MezzanotteDipendente pubblica, con il sacro fuoco dei fornelli. All’anagrafe Maria Giovanna Nocera, 53 anni, arriva da Agrigento: è lei la vincitrice del Premio Marietta. La sua ricetta, “Non solo minestra di tinniruma”, ha sbaragliato i sei finalisti e conquistato i mille euro messi in palio di Conad. A premiarla Mario Mezzanotte, sempre di Conad, che oltre all’assegno, ha consegnato 5 kg di pasta a tutti i finalisti. “La giuria all’unanimità premia la ricetta di Maria Giovanna Nocera per l’uso dei prodotti dell’eccellenza e della tradizione, per l’originalità, per la passione per la propria terra d’origine”, ha detto Verdiana Gordini presidente della giuria, leggendo la motivazione.

“Per noi il cibo è cultura – ha affermato Mezzanotte durante la premiazione – Tutte le persone possono sentirsi Mariette e arricchire il nostro patrimonio gastronomico. Per questo Conad sostiene questa iniziativa”.

Molto emozionata la vincitrice: “Ho inviato la ricetta quando mancavano quattro giorni alla scadenza, su insistenza di mio nipote. L’ho fatta ‘testare’ ai miei familiari, mi hanno detto che poteva andare e così mi sono buttata. Francamente non avrei mai pensato di vincere. Diciamo che sono nata in cucina, stavo sempre con mia madre ai fornelli. Con lei ho imparato cosa significa la tradizione, il prodotto, la semplicità della cucina domestica, quella che in fondo è il cuore dell’Artusi”.

Nel corso della serata Giovanna Leardini del Lions ha premiato Agata Caldarera di Giarre (Catania) nella sezione dedicata al centenario del sodalizio.

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José Graziano da Silva Premio Artusi 2018

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Il Premio Artusi 2018 viene assegnato a Josè Graziano da Silva, Direttore generale della Fao (Food and Agriculture Organization). Da oltre 30 anni impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è stato anche l’artefice del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Anche nel 2018, dichiarato anno del cibo italiano, la città di Forlimpopoli propone una riflessione a tutto campo sul rapporto fra uomo e cibo, secondo lo spirito che da sempre anima il Premio Artusi. Due dati a riguardo parlano chiaro per gli anni a venire: la Fao stima che il fabbisogno alimentare previsto per il 2050 richieda un aumento nella produzione agricola del 70%; nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi, oltre il 50% delle quali concentrate in nove Paesi. Due temi chiave, dunque, per l’umanità.

Il nome di Da Silva è stato scelto dal Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Negli anni passati il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame (Italia – 2007), Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Antonio Citterio (2017).

Secondo consuetudine il Premio Artusi viene annunciato in occasione della Festa, ma consegnato in corso d’anno.

Chi è José Graziano da Silva

José Graziano da Silva si è occupato per oltre 30 anni di sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, in particolare come artefice del programma “Fame Zero” del Brasile, e ora lo continua a fare come Direttore Generale della FAO. Ha guidato la squadra che ha progettato il programma “Fame Zero” e, nel 2003, è stato incaricato dall’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di attuare il programma come Ministro Speciale per la Sicurezza Alimentare e Lotta Contro la Fame. È stato a capo dell’Ufficio Regionale della FAO per l’America Latina e i Caraibi dal 2006 al 2011. È stato nominato Direttore Generale della FAO ed è entrato in carica il 1° gennaio 2012. Dopo il suo primo mandato, conclusosi nel 31 luglio 2015, Graziano da Silva è stato rieletto per un secondo mandato di 4 anni (1° agosto 2015 – 31 luglio 2019) avendo ricevuto i voti di 177 paesi durante la 39ª Conferenza della FAO. Al timone della FAO, ha affinato il focus strategico dell’organizzazione, rafforzandone la presenza a livello internazionale.
Sta lavorando per promuovere una migliore cultura sul valore del cibo e creare consenso sulle questioni relative alla sicurezza alimentare. Ha anche incoraggiato una più stretta cooperazione con i partners per lo sviluppo, sostiene la cooperazione Sud-Sud del mondo e ha potenziato la collaborazione con la società civile e il settore privato, comprese le organizzazioni di agricoltori e le cooperative per i piccoli produttori.
José Graziano da Silva ha conseguito una Laurea in Agronomia e un Master in Economia e Sociologia Rurale presso l’Università di San Paolo (USP) e un Dottorato di Ricerca in Scienze Economiche dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP).
Ha anche Laurea di post-dottorato in Latin American Studies (University College of London) e Environmental Studies (University of California, Santa Cruz).
Brasiliano e italiano per nazionalità, è sposato con Paola Ligasacchi e ha due figli e quattro nipoti.

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Cucina senza: convegno scientifico sabato 23 giugno alle ore 17 in Casa Artusi

Nell’ambito della XXII Festa Artusiana
Cucina senza
sabato 23 giugno ore 17.00 – Casa Artusi (Via Costa, 27)
Convegno Scientifico

Nel mondo dei consumi facili e liberi, la preposizione “senza” seguita da caffeina, glutine, grassi, lattosio, lievito, olio di palma, zucchero gioca un’importante partita strategica, imponendoci l’analisi dei cibi, il controllo della massa corporea, la gestione delle malattie, e ancora uno stile di vita, di cucina e di tavola sobrio ed elegante. È dunque diventato, paradossalmente, un valore. Con questo convegno ne svisceriamo le segrete, antiche e attuali ragioni d’essere, la sua stessa storia, senza perdere di vista quel futuro che senza oggi si preannuncia inquietante.
Massimo Montanari, Senza fuoco
Paolo Fabbri, Senza posate
Marco Dalla Rosa, Senza carne?
Piero Meldini, Senza niente
Alberto Capatti, Artusi senza
Coordina Giordano Conti, presidente Casa Artusi
Ingresso libero.2018

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